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Archive for febbraio 2017

Legge della blasfemia in Pakistan e il cambiamento costituzionale

Dopo le ultime vicende della scomparsa e ritrovamento di un professore e blogger da Islamabad è rinata la discussione  a livello nazionale tra gli intellettuali laici e religiosi nonche anche al Senato Pakistano è accessa la discussione per il cambiamento nei articoli 295 B e C del Codice Penale Pakistano conosciuti come legge della blasfemia.

Gli stessi Ulema si rendono conto che abuso di questa legge ha non solo fatto migliaia di vittime tra i cittadini pakistani di tutte le fedi ma ha presentato un volto ultra-islamista del Pakistan che non è il caso. Secondo la Costituzione Nazionale tutti i cittadini del Pakistan possono andare ai propri tempi e ciò effettivamente succede. L’unica cosa che la renderebbe libertà religiosa, per cui manca, è che tranne i musulmani alle minoranze religiose è vietato di difondere la propria religione. Non c’è la libertà di convertirsi dall’Islam ad un’altra religione.

Il Commitato per i Diritti Umani del Senato ha suggerito di rendere più difficile la registrazione della denuncia di blasfemia e ha chiesto di aumentare il numero dei ufficiali della polizia per la registrazione e la verifica dell’accusa proprio per vietarne abuso. In alcuni casi è stata inevitabile la registrazione della denuncia perchè migliaia in folla incitata ed agguerita hanno proprio attaccato le caserme delle polizie che nei contesti delle periferie e dei villaggi hanno il personale ridotto con le armi vecchie. Questa situazione impauriva i poliziotti che erano costretti a registrare la denuncia che una volta effettuata porta all’arresto dell’accusato e al primo grado del tribunale tali accuse false, perchè senza prove, hanno portato la condanna a morte a molte persone di tutte le fedi. Ultimo esempio è Asia Bibi che ancora è in attesa della prima udienza d’appello presso il Tribunale Supremo del Pakistan. Ma ancora non è stata istituita una giuria per il caso che a sua volta dovrà dare una data per l’udienza del appello.

Nel caso di Asia Bibi il caso è stato registrato dall’Imam locale di Ittanwali  perchè fu contattato da due colleghe di Asia che raccoglievano frutta nel campo. Per un periodo l’Imam era anche disponibile a ritirare la denuncia ma i gruppi religiosi che sono anche presenti nel Parlamento e sul territorio nazionale con le proprie Madrassah hanno fatto molta pressione per evitare che cio accadesse.

 

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