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Libri sulle Minoranze religiose in Pakistan: (a cura di) Shahid Mobeen

Ricerche Scientifiche sul Pakistan per
Istituto di Studi Politici S. Pio V

Le tre ricerche, per Istituto di Studi Politici S. Pio V, sono state dirette e curate dal Prof. Shahid Mobeen, professore incarico del Pensiero e Religione Islamica nella Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense.

Lineamenti di Antropologia Filosofica, Fenomenologia della religione ed esperienza mistica islamica ( a cura di) S. Mobeen, Editrice Apes, Roma, 2012
Autori: A. Ales Bello, S. Mobeen

Breve estratto per una presentazione: Estratto dalla Postfazione di Paul Bhatti, Consigliere Speciale del Primo Ministro del Pakistan per l’Armonia Nazionale

“La ricerca tracciata dagli autori di questo volume vi conduce in un viaggio alla scoperta della genesi del Sufismo, con il supporto di analisi dei testi e l’unicità della ricerca. Gli autori esaminano la natura umana nella sua componente spirituale in riferimento al rapporto tra l’uomo e Dio e identificano in Pakistan la spiritualità sufi di tolleranza, fratellanza e uguaglianza, così da contribuire alla pace tra le civiltà e le culture. E’ il mio privilegio raccomandare questo libro agli studio, teologi e ai docenti di tutte le tradizioni religiose, in particolare nel contesto del Pakistano riconoscendo il momento critico che stiamo vivendo e chiamando una sfida per ulteriori contributi a questo dibattito, nella costruzione di un mondo di pace che Dio ha creato”.

Religione e Libertà in Pakistan dal 1970 al 1990 (a cura di) S. Mobeen, Editrice Apes, Roma, 2012
Autori: G. Mura, L. Scillitani, P. Ferrara, P. Larry, S. Ruggeri, F. Francesconi, S. Mobeen

Breve estratto per una presentazione:

L’importanza acquisita dal Pakistan nella seconda metà del XX secolo, non limitatamente
allo spazio geoculturale del mondo islamico, ma su scala globale, è
ancora tutta da valutare ed eventualmente, almeno per alcuni aspetti, da valorizzare.
In particolare, il ventennio che va dal 1970 al 1990, estremamente denso di
avvenimenti, è decisivo per tutta una serie di trasformazioni che hanno investito
il diritto e la politica all’interno come all’esterno dei confini di uno dei maggiori
Stati musulmani, l’unico a essere dotato, ufficialmente sin dal 1998, di un deterrente
nucleare. L’incidenza della Rinascita islamica quale potente fattore di
riconfigurazione del diritto e della politica pakistani è un dato incontrovertibile
e insuperabile, per una considerazione complessiva degli sviluppi storici che,
dagli anni Settanta e Ottanta, hanno portato il Pakistan a essere – come segnalato
da più parti, non senza enfasi – il Paese “più pericoloso del mondo”: in ogni
caso, una Potenza con la quale non si può non fare i conti, nella prospettiva di un
ampio confronto a livello sia internazionale sia interculturale.

La legge della blasfemia e il caso della Repubblica Islamica del Pakistan ( a cura di) S. Mobeen, (in pubblicazione)
Autori: S. Mobeen, N. Daniel

Breve estratto per una presentazione:
La cancellazione delle leggi della blasfemia in Pakistan è possibile se si rispetta la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’ONU e la Dichiarazione del Cairo dei Diritti Umani dell’Islam ma per questo serve il consenso popolare proposto per la discussione nel Parlamento Nazionale. Il consenso popolare è possibile solo con un’educazione che rifletta entrambe le Dichiarazioni per i Diritti dell’uomo che anche se è un processo lungo ma rende possibile un cambiamento radicale della società. L’educazione coerente renderebbe possibile la cancellazione delle leggi sulla blasfemia ma nello stesso momento cancellerebbe anche il loro abuso.

  1. 20 dicembre 2012 alle 4:36 pm

    Le leggi di stampo teocratico sono quanto di meno democratico esista al mondo, siano esse manifestazione di un Paese a maggioranza cristiana o a maggioranza islamica. In Pakistan, e leggi sulla Blasfemia dei Cristiani è uno degli atti più riprovevoli di sdemocratizzazione del Paese. In questi casi, più che la forza, i Paesi Occidentali e chiunque abbia a cuore le sorti di tanti fratelli cristiani, dovrebbe far sentire la propria voce forse anche di più durante le festività anziché tacere colpevolmente lasciandosi andare al consumismo sfrenato. Bisogna battersi se non vuole soccombere sotto i colpi delle false democrazie.

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