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Paul Bhatti: Intervista CNN a Rimsha l’ha messa al insucro; un ufficiale di Islamabad ha organizzato l’intervista per la CNN

(Rimsha e suo Padre: Immagine della CNN)
Paul Bhatti, Consigliere Speciale del Primo Ministro Pakistano per Armonia Nazionale e fratello di Shahbaz Bhatti, ha preso nota dell’intervista della CNN a Rimsha in quanto non era voluta da nessun’autorità di All Pakistan Minority Alliance ed era sconsgliato da parte dei servizi segreti pakistani ad esporla ai media.

Paul Bhatti ha dichiarato ieri nella presenza del vice-imam della Moschea Rossa di Islamabad che si sta studiando la strategia per fare una causa alla CNN presso le autorità americane in quanto l’hanno messa al insicuro facendo la vedere negli spazi dove era tenuta.

Rimsha era stata portata con un elicottero dal Adiala Jail in un luogo sicuro per evitare gli attentati contro la sua vita fuori la prigione lungo la strada. Invece un’ufficiale della polizia di Islamabad ha organizzato un’intervista a Rimsha con un giornalista della CNN che fu messa in onda immediatamente. Chi conosce bene “Islamabad” si rende conto immediatamente di che luogo si tratta e questo mette Rimsha subito sotto l’attenzione di coloro che vorrebbero ucciderla per finire con i futuri sviluppi che il caso Rimsha può portare per convincere la nazione che l’abuso della legge della blasfemia è forte in Pakistan e bisogna revisionare la legge.

In quest’occasione Paul Bhatti ha anche chiesto intervento delle autorità Americane contro il produttore del Film “Innocence of Muslims” in quanto tutte le religioni e i profeti devono essere rispettati. Secondo Paul si dovrebbe riflettere ad una strategia per evitare la difamazione religiosa sul piano globale. Questo tipo di argomentazione contiene dei pericoli sulla libertà religiosa su come la si intende nel mondo occidentale democratico.

Questa affermazione di Paul Bhatti sulla “difamazione di religione” in realtà non favorirebbe la prospettiva sulla discussione presso ONU. Pakistan che fa la porta bandiera per i paesi islamici aveva presentato la risoluzione “contro la difamazione religiosa” e dopo tre approvazioni con maggioranza dei voti stava per essere approvata ma dopo le morti di Shahbaz Bhatti e Salman Taseer la risoluzione sulla difamazione della religione fu ritirata da parte del Pakistan. Teniamo presente che le lobby fondamentaliste pakistane vorrebbero usare questa risoluzione per far diventare la legge della blasfemia, con condanna a morte, in tutti i paesi accreditati presso ONU. La risoluzione sulla difamazione della religione in discussione essenzialmente è la forma lieve dell’articolo 295c del codice penale pakistano ma esatta copia dell’articolo 295 dell’Indian Act che fu lasciata dagli inglesi dopo 1927 nel sub-continente Indiano prima di lasciarla per sempre nel 1947.

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