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Rimsha Masih: arrestato l’imam complice nel accusarla perchè lui ha bruciato le pagine del Corano


Rimsha Masih una bambina 13enne, con le disabilità mentali, di islamabad è in carcere dal 16 di Agosto con le false accuse di aver bruciato le pagine del Corano. Il principale accusatore è Ammad il bambino che era nipote del proprietario della casa dove Rimsha abitava con la propria famiglia.
Per un aspetto c’è un cambiamento positivo nel caso Rimsha in quanto l’imam Khalid Jadoon, uno dei protagonisti della vicenda che ha portato in carcere per blasfemia la bambina cristiana, è stato arrestato ieri sera dalla polizia dopo che testimoni lo hanno accusato di avere manipolato le prove contro la piccola aggiungendovi pagine del Corano bruciate. Questo è presente nella testimonianza scritta e presentata alla magistratura di Hafiz Mohammad Zubair che lui si trovava nella moschea al momento dei fatti. Altri due fedeli musulmani, Hafiz Awais e Khurram Shahzad, pure presenti, hanno convalidato questa versione. Un abitante del villaggio di Mehrabadi di nome Amaad e diventato poi il firmatario dell’accusa contro Rimsha ha portato all’imam Masjid Mohammad Khalid Jadoon pagine bruciate di un Namaz e di un Noorani Qaeda (testo per apprendere del arabo). Ma Jadoon vi ha aggiunto altre pagine bruciate del Corano. Quando Zubair gli ha fatto notare che questo era scorretto, l’imam ha risposto, davanti anche agli altri due testimoni, che il suo obiettivo era di espellere tutta la comunità cristiana dal villaggio. Reagendo a questo, il presidente del Consiglio degli ulema pachistani, Tahir Ashrafi, ha chiesto al presidente Zardari di intervenire immediatamente. «Non solo alla luce di quanto avvenuto deve far togliere la bambina dalla custodia della polizia – ha dichiarato – ma deve anche dare direttive per proteggerne la sua sicurezza». Infine Ashrafi ha chiesto al presidente della Corte Suprema, Iftikhar Chaudhry, di avocare a se il caso sottraendolo alla giustizia ordinaria.
Per un’altro aspetto non è detto che Rimsha è considerata innocente dagli accusatori perchè loro non hanno ritirato le proprie accuse. Così questo nuovo sviluppo può diventare solo un’altro pista da aggiungere nell’indagine.
Il problema reale non è bruciare il Corano o la legge della blasfemia in realtà come dice pure l’imam Khalid Jadoon, “il mio obiettivo era di espellere tutta la comunità cristiana dal villaggio”. La verità è che Shahbaz Clement Bhatti, Ministro Federale per le Minoranze ucciso dal Tehreek-e-Taleban Pakistan, avevo fatto legislazione a favore degli abitanti degli slum dell’Islamabad dando li il diritto di proprietà. La maggior parte di questi abitanti degli slum sono cristiani che fanno lavoro di pulizie a casa dei richi abitanti delle residenze vip. In quanto un autorità religiosa del quartiere si potrà scoprire che l’imam è coinvolte con i Talebani Pakistani e per ciò che riguarda l’aspetto economico sta fravoreggiando gli speculatori economici che vorrebbero comprare il terreno degli slum per alcuni migliaia di euro e venderlo a millioni di euro in quanto il terreno degli slum situato nelle zone dei ricchi abitanti dell’Islamabad vale millioni di euro.

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