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Rimsha Masih: Sentenza rimandata perchè la controparte ha sfidato i risultati medici

Nell’udienza di prima corte di Islamabad quando il giudice ha aperto il caso di Rimsha che era accompagnata dal suo avvocato Tahir Naveed Ch., parlamentare dell’APMA nel parlmento regionale del Punjab, la commissione giuridca della corte aveva accettato i risultati della commissione medica della polizia. Ma a questo punto l’avvocato della contro parte ha sfidato l’indagine medica e il risultato della commissione medica dubitando l’età dichiarata tra i 13-14 anni e la disabilità mentale. A questo punto il giudice ha rimandato l’udienza di due giorni e il caso sarà aggiornato il Sabato prossimo. Questo continuo rimando della senza dove ancora tiene viva la bambina ma nello stesso momento sta creando spazio per le reazioni dei fondamentalisti. I tribunali pakistani hanno paura di fare delle sentenze a favore degli accusati di blasfemia, dove sempre le accuse sono false, perchè giudice stesso rischierebbe non solo la vita ma anche sarebbe bloccato nella propria carriera professionale dalle lobby islamiste. Questo argomento fu preso in considerazione anche durante ultima visita dell’Alto Rappresentante della Comissione per i Diritti Umani dell’ONU.
La minorenne Rimsha Masih è tenuta in prigione di Adiala Jail dal 16 Agosto scorso in uno spazio per i minori. Essendo una bambina con una disabilità mentali non è autosufficiente e comincia avere delle crisi per mancata presenza del proprio nucleo familiare, i suoi spazi e le sue abitudini. La condizione è pietosa!
Maulana Ashrafi, un’importante studioso islamico e leader di un movimento, ha dichiarato che nel caso che le accuse fossero considerate false dal tribunale coloro che hanno accusato Rimsha Masih devono essere puniti dalla legge. Teniamo presente che nella settimana scorsa 150 manifestanti contro Rimsha sono stati denunciati per istigazione di odio sulle basi religiose. Ora la domanda è se la folla che era partita per attacare Rimsha avesse trovata si sarebbe fermata solo a rimproverarla e a dimostrare il proprio dissenso sull’accaduto o avrebbe, come Gojra, non solo bruciata viva lei e la famiglia ma anche le case dei vicini?
Ora sicuramente l’avvocato della contro parte, dove il primo è l’imam della moschea del quartiere, hanno paura che una volta dichiarata innocente, Rimsha sicuramente sarà salva ma loro dovranno affrontare la prigione prevista dal codice penale pakistano per le false accuse.

Alcuni giornali continuano a dichiarare che alcune famiglie di quei cristiani che sono fuggite dal 16 di Agosto hanno cominciato a ritornare a casa MA NON E’ VERO. Alcuni invece di ritornare a casa hanno provato a farsi una tendopoli vicino ad Islamabad ma è intervenuta la polizia e gli ha bloccato uso di alcun spazio. Infatti loro per ora sono senza casa e senza lavoro. Non vogliono tornare a casa anche se le autorità e i vicini di casa assicurano che non succederà niente e possono rientrare a casa. Invece questi cristiani hanno paura e rimangono lontani dal quartiere tenendo le possibilità di eventuale fuga.
“Salviamo Rimsha Masih” la campagna internazionale per la liberazione di Rimsha continua a crescre e tra le ultime notevoli adesioni è Associazione Parlamentare Amici del Pakistan e la Diocesi di Gorota con il proprio vescovo. Si può inviare la propria adesione alla e-mail: salviamorimshamasih@gmail.com

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