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Iran: “Non attaccateci in caso di guerra”!; risultati degli accordi trilaterali


Dopo i due giorni degli incontri trilaterali, Pakistan-Afghanistan-Iran, è stato raggiunto un accordo che nessuna delle tre nazioni permetterà l’uso del proprio territorio nazionale per l’attacco contro uno dei tre e non prenderà le armi contro nessuno. Vista la forte presenza della Nato ed in particolare degli Stati Uniti in Pakistan ed Afghanistan questa è una forte pretesa dell’Iran che in questi giorni ha assicurato ai scomodi ma fraterni vicini la propria cooperazione in campo di energia, sicurezza, cultura, l’educazione, sviluppo locale, lotta contro la diffusione della droga a livello transatlantico, costruzioni delle infrastrutture per la communicabilità, investimento, mine e minerali, agricoltura, petrolio a costo ridotto, sterminare l’estremismo-fanatisimo e militanza.
Nella presente tensione contro l’Iran per la sua tecnologia nuclear questo l’incontro trilaterale questo assicurarsi che l’attacco non verrà dai due vicini l’Iran si organizza per andare avanti nel suo “progetto nucleare”.
In questi giorni dove i tre paesi hanno raggiunto un consenso unanime per la propria sicurezza delle frontiere, contemporaneamente a Washington nel congresso è stata passata una risoluzione a favore della promozione dei diritti umani del popolo Baluch che guarda caso è la regione Pakistana confinante con l’Iran e le cui zone montuose possono essere un’importante base per le truppe internazionali per la guerra contro l’Iran (nel caso che ci fosse una).Teniamo presente che il popolo Baluchi dall’Indipendenza del Pakistan nel 1947 ad oggi viveva “tranquillamente” nella stessa condizione “disumana”.
Il prossimo incontro trilaterale è previsto a fine anno in Afghanistan a Kabul mentre i primi due sono stati fatti nel 2009 e 2011 in Tehran.
Oltre ai ministri federali dell’Interno, Esteri e Commercio c’era presente anche il generale capo delle forze armate Ashfaq Parvez Kayani insieme con il direttore generale dell’ISI Ahmad Shuja Pasha. In quest’occasione è stato domandato al Generale Kayani quale era l’effetto di queste trattative sul blocco islamico delle tre nazione e come si svolgeranno le trattative coi talebani per la mediazione con l’Afghanistan e lui ha rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda a riguardo.

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