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Hakimullah Mehsood, omicida di Shahbaz Bhatti è stato ucciso dalla CIA

Omicidio Bhatti: ucciso il “mandante”, caccia agli esecutori, ma resta l’ambiguità
Con l’uccisione di Hakimullah Mehsud, leader dei “talebani pakistani”, il movimento militante che è la minaccia più grave per la sicurezza del paese, “è stato di fatto eliminato il mandante dell’omicidio del Ministro per le minoranze Shabhaz Bhatti”, nota una autorevole fonte di Fides in Pakistan. Mehsud, secondo fonti militari americane, è stato ucciso due giorni fa da un drone Usa nel Nord Waziristan, regione tribale vicino al confine afgano. Anche se i talebani hanno smentito, fonti di intelligence USA affermano che la sua uccisione è “altamente probabile”. Mehsuad era il leader del movimento “Tehrik-e-Taliban Pakistan” (TTP), che ha lasciato un volantino di rivendicazione sulla scena del delitto del cattolico Shabhaz Bhatti, il Ministro federale per gli Affari delle Minoranze, ucciso il 3 marzo 2011 a Islamabad.
Nei giorni scorsi il Consiglio dell’APMA (“All Pakistan Minorities Alicance”, fondata da Bhatti), riunitosi in Sindh, ha nuovamente invitato il Ministro degli Interni Rehman Malik a far arrestare e giudicare gli assassini di Bhatti.
Tuttavia, notano fonti di Fides, “il governo ha mostrato ambiguità sulla vicenda”: di recente il Ministro Malik ha attribuito il delitto al movimento clandestino armato “Sipah-e-Sahaba” (SSP), affermando che i killer sono fuggiti in Medio Oriente. In precedenza aveva sostenuto la responsabilità del movimento Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP), poi del gruppo clandestino “Punjabi Taliban”, o ancora della “Brigata 313” di Al Qaeda.
“L’omicidio Bhatti ha scosso il mondo intero, ma sui responsabili regna ancora confusione”, nota la fonte di Fides, stigmatizzando “le versioni contraddittorie dei funzionari governativi”. “Non sorprende che le indagini possano essere viziate da interessi particolari” prosegue. Nei mesi scorsi erano stati indicati due militanti talebani, Malik Abid e Ziaur Rehman, come gli assassini, poi fuggiti negli Emirati Arabi o in Sri Lanka. I due sarebbero stati identificati non da testimoni oculari ma dalla segnalazione di un imam di Karachi. “Quello che emerge – conclude la fonte di Fides – è che, nell’attuale fase di turbamento, conflitti istituzionali e instabilità che caratterizzano il Pakistan, il governo sembra navigare a vista e, nonostante i proclami e le garanzie verbali, non ha finora prodotto fatti concreti sull’omicidio Bhatti”. (PA) (Agenzia Fides 17/1/2012)

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