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Ilias Bhatti: subisce attentato perchè cattolico

Un cristiano diventa direttore di una banca. Fondamentalisti scatenati danno fuoco alla sua vettura: “Vattene o uccidiamo te e la tua famiglia”. Mauro Pianta
Aveva ottenuto quella promozione appena un paio di mesi fa. Ilias Bhatti, 36 anni, laurea in economia e commercio, la nomina a direttore di filiale di una banca pakistana nella città di Lahore, se l’era guadagnata sul campo. Sacrifici, impegno, mosse azzeccate e soprattutto tanto, tanto lavoro. E due mesi fa, appunto, ecco arrivare il riconoscimento dei suoi meriti: direttore d’agenzia. Ma c’è un problema. Ilias è cattolico e non lo ha mai nascosto. Una differenza essenziale nel Pakistan di oggi dove le minoranze religiose, i cristiani in particolare, subiscono quotidianamente violenze e discriminazioni.
E infatti cominciano ad arrivare, riferiscono fonti locali di Vatican Insider, le prime reazioni da parte di alcuni colleghi musulmani: battute feroci, maldicenze, qualche accenno “velato” di minaccia. «Il direttore di banca – spiegano le fonti di Lahore che preferiscono mantenere l’anonimato – ha comunque una visibilità e un peso sociale. Per la mentalità degli islamici fondamentalisti è intollerabile che un ruolo del genere sia ricoperto da un cattolico: si tratta, secondo loro, di un autentico insulto». Così, dopo le minacce velate si passa a quelle esplicite. Telefonate notturne e lettere anonime dal sapore inequivocabile: «Lascia quel posto se non vuoi finire ammazzato». «Vattene o ti uccidiamo insieme alla tua famiglia». Sì, perché Ilias ha una moglie, cattolica anche lei, insegnante una prestigiosa scuola privata di Lahore, e una figlia di sei anni. Alcuni avvertimenti mettono nel mirino proprio la bambina: «Fai un passo indietro, altrimenti la rapiamo». La scorsa notte gli avvertimenti diventano ancora più “convincenti”: qualcuno dà fuoco all’automobile del direttore di banca cattolico. Lo avevano avvisato: «Prima l’auto e poi toccherà alla casa». È troppo. Ilias si arrende. Adesso, insieme con la sua famiglia, vive nascosto da qualche parte laggiù, nella “terra dei puri”. Un’altra piccola, grande vittoria del fanatismo.

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