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“Maria Goretti Pakistana”: simbolo dei 700 casi di conversioni forzate

(foto dagli archivi dell’associazione Pakistani Cristiani in Italia)

Alcune derive politiche stanno facendo di tutto affinche si possa rimuovere l’attenzione dal caso di Mariah Manisha di Faisalabad, popolarmente conosciuta come “Maria Goretti Pakistana”, che è diventata simbolo della conversione forzata delle 700 ragazze cristiane del Pakistan. Lo attegiamento fu adottato anche per deviare l’indagine sulla morte di Shahbaz Bhatti, martire della fede.
Ecco alcuni dettagli raccontati dall’Agenzia Fides:
Pressioni politiche e falsi testimoni intendono insabbiare il caso della “Maria Goretti del Pakistan”, come la definisce la comunità cristiana locale: si tratta di Mariah Manisha, ragazza cattolica uccisa il 27 novembre 2011 nel villaggio di Samundari (diocesi di Faisalabad) dal 28enne musulmano Mohammad Arif Gujjar, perchè si era opposta a uno stupro, a un matrimonio forzato e alla conversione all’islam (vedi Fides 2 e 7/12/2011).
P. Khalid Rashid Asi, Vicario generale della diocesi di Faisalabad, dichiara all’Agenzia Fides: “Alte personalità politiche si stanno muovendo per far rilasciare l’omicida di Mariah. Temiamo che le indagini possano finire con un nulla di fatto. Per questo, come Chiesa locale, stiamo seguendo il caso e lo abbiamo portato all’attenzione della Commissione ‘Giustizia e Pace’ della Conferenza Episcopale”. “Chiederemo ufficialmente che le indagini sul caso vengano affidate a un team di inquirenti federale, per evitare problemi di corruzione e contaminazioni locali” spiega il Vicario della diocesi, anticipando a Fides i contenuti di un comunicato ufficiale che il Vescovo di Faisalabad, Mons, Joseph Coutts, diffonderà nei prossimi giorni.
Secondo informazioni fornite a Fides dalla Commissione “Giustizia e Pace” di Faisalabad, “le indagini sul caso continuano, ma nel villaggio di Samundari, dove ci sono pochissimi cristiani, alcuni testimoni musulmani sono pronti a dichiarare che la ragazza si è suicidata, per scagionare il vero colpevole”. La Commissione Giustizia e Pace ha svolto sue indagini e ha scoperto che Arif Gujjar, invaghitosi di Mariah, da tempo la perseguitava e la minacciava, visto il rifiuto alle sue avances.
La Chiesa locale, dice p. Asi, “attende la conclusione ufficiale di questa vicenda per poi valutare il caso da un punto di vista strettamente spirituale e per esaminare la possibilità di segnalarlo come caso di martirio”. Negli ultimi anni la comunità cattolica in Pakistan, conclude, “ha diversi casi come questo, in cui i credenti, gente povera e umile, hanno preferito morire piuttosto che abbandonare la propria fede sotto minaccia”. (PA) (Agenzia Fides 13/12/2011)

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