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Pakistan: ragazza cattolica uccisa a Faisalabad, per la Chiesa locale è una “martire della fede”

2011-12-04 Radio Vaticana

La Chiesa cattolica pakistana la definisce “una martire della fede”: Mariah Manisha era una ragazza cattolica di Faisalabad uccisa una settimana fa da un uomo musulmano che l’ha sequestrata e che intendeva sposarla. Il parroco cattolico di Khushpur, dove vive la famiglia della diciottenne Mariah, ha riferito all’agenzia Fides che “la ragazza ha resistito, non ha voluto convertirsi all’islam e non ha sposato quell’uomo, che per questo l’ha uccisa”. D’altro canto, come denunciato dalle comunità cristiane del Punjab, non si contano le violenze contro le donne cristiane, perpetrate nel silenzio e nell’ingiustizia. Sulla drammatica uccisione di Mariah Manisha, Alessandro Gisotti ha chiesto una riflessione al prof. Mobeen Shahid, presidente dell’Associazione dei Pakistani Cristiani in Italia:

R. – L’esempio di Mariah Manisha – appena ho letto la notizia su Fides e come mi è stato poi raccontato da Faisalabad – mi ha fatto pensare subito a Maria Goretti: entrambe hanno lo stesso nome e sono legate alla fede cattolica. Mariah Manisha mi fa pensare anche a tutte le altre ragazze, che purtroppo stanno vivendo la stessa esperienza. Ci sono più di 700 casi all’anno, in cui le nostre ragazze subiscono rapimento, violenza sessuale e la conversione forzata. Come dice anche il presidente della Conferenza episcopale pakistana, il vescovo Joseph Coutts, non è la prima volta e non si sa esattamente come trovare una soluzione.

D. – Le donne sono ancor più indifese…

R. – Le donne purtroppo nella nostra società sono la parte più debole: non solo le donne cristiane, ma anche le donne musulmane. Una donna non musulmana “vale” pochissimo, perché nella società attiva non ha nessun ruolo. Noi abbiamo una parlamentare cristiana, che è una donna forte, ma che allo stesso momento non ha purtroppo una voce considerevole in capitolo: è solo la sua parola contro 341 parlamentari e non si riesce ad arrivare a decisioni che possano incidere sulla difesa delle donne, in particolare delle donne non musulmane in Pakistan.

D. – C’è un rischio anche di estremizzazione islamista con gli attacchi da parte delle forze americane, impegnate nella lotta contro il terrorismo, che fanno vittime civili, e, dunque, da parte di alcuni si vuole strumentalmente identificare il cristiano con l’occidentale…

R. – Sì. C’è un importante contributo della Chiesa cattolica in Pakistan, ma allo stesso tempo, purtroppo, alcuni gruppi islamici fondamentalisti o fanatici, per attaccare l’Occidente e per acquisire per loro visibilità a livello internazionale, attaccano i cristiani.(ap)

  1. 19 gennaio 2012 alle 8:08 pm

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