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La Nato e Isaf attaccano Pakistan

La Nato e Isaf hanno attaccato Pakistan uccidendno 24 soldati pakistani. Per ora l’uso del territorio nazionale Pakistan è stato bloccato per rifornimento della Nato. Il Ministero degli esteri Pakistano ha protestato con il Ministero degli esteri Afghano che ha permesso l’uso del proprio territorio per l’attacco sul Pakistan. Il Ministro Degli Esteri pakistano la Sig.ra. Khar ha spiegato alla propria controparte degli USA che per ora la collaborazione con la Nato non ha senso per cui tutto è bloccato. La decisione per le future collaborazioni saranno decise dal Parlamento Nazionale.
Ecco la protesta di Paul Bhatti tramite Fides e anche la testimonianza del primo sacerdote come clero locale della Diocese di Quetta, la zona del Pakistan che confina con l’Afghanistan.
Islamabad (Agenzia Fides) – “L’attacco della NATO è grave perché può compromettere la lotta al terrorismo ma anche l’armonia interreligiosa, il dialogo interculturale, il bene della pace in Pakistan”: con tali parole, il cattolico Paul Bhatti, Consigliere Speciale del Primo Ministro per gli Affari delle Minoranze e presidente della “All Pakistan Minorities Alliance” (APMA) commenta, in una nota inviata all’Agenzia Fides, l’attacco delle forze della Nato sulle postazioni militari pakistane, al confine con l’Afghanistan, che ha provocato la morte di 24 soldati pakistani e causato una crisi nelle relazioni internazionali fra il Pakistan e l’Alleanza atlantica.
Bhatti definisce il raid NATO “un atto di terrorismo, che tocca la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale della nostra patria” e afferma: “Come consigliere del Primo Ministro e come Presidente dell’APMA sono scioccato e, a nome della comunità cristiana, esprimo solidarietà e cordoglio alle famiglie dei soldati, assicurando preghiere per il pronto recupero dei feriti”.
La tensione nel paese resta alta e vi sono manifestazioni antioccidentali nelle maggiori città. Gulshan Barkat, della comunità dei missionari Oblati di Maria Immacolata a Quetta, nell’area di confine fra Pakistan e Afghanistan, racconta a Fides: “La gente è davvero adirata contro la Nato, anche perché non vi sono state scuse piene e incondizionate. In effetti credo che questo grave episodio possa avere ripercussioni negative sull’armonia sociale nel paese: la propaganda antioccidentale, alimentata dai gruppi estremisti islamici, ha buon gioco e si rafforza. Ma non credo che potranno esserci conseguenze o atti violenti contro i cristiani in Pakistan”. (PA) (Agenzia Fides 28/11/2011)

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