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Minoranze religiose in sciopero della fame per protestare contro le violenze e la “paralisi del governo”

Hyderabad (Agenzia Fides) – Le minoranze religiose indù e cristiane hanno organizzato uno sciopero della fame a Hyderabad per protestare contro le violenze subite e per chiedere maggiore tutela al governo. L’iniziativa è stata lanciata dopo l’assassinio di quattro medici indù avvenuto nella cittadina di Chak, nel nord della provincia del Sindh (vedi Fides 08/11/2011): la polizia segue la pista dei membri di un gruppo islamico locale e ha arrestato 13 sospettati. Allo sciopero della fame partecipano attivisti di partiti politici e della società civile, numerosi cristiani e i membri della Commissione “Giustizia e Pace” della diocesi di Hyderabad. Il Vescovo di Hyderabad, Sua Ecc. Mons. Max John Rodrigues, ha detto a Fides: “Condanniamo il gesto brutale. Ho incontrato i leader indù: come cristiani siamo al fianco della comunità indù ed esprimiamo loro piena solidarietà. In quanto minoranze religiose, viviamo gli stessi problemi”. P. Samson Shukardin, OFM, responsabile della Commissione “Giustizia e Pace” della diocesi, ha confermato a Fides. “Non c’è sicurezza nè salvezza per noi. Gli episodi di violenza si ripetono, per ragioni legate al fondamentalismo o per vendette private. Aspettiamo i risultati delle indagini e, se vi sarà impunità, prenderemo altre iniziative”.
I manifestanti a Hyderabad, con bandiere e cartelli, stigmatizzano “la paralisi delle istituzioni” di fronte alla violenza. “Gruppi musulmani uccidono gli indù per terrorizzarli e costringerli a lasciare la provincia” si afferma. Alcuni leader civili indù, come M. Parkas e Jagdes Kumar, hanno lanciato un appello alle più alte istituzioni dello stato, segnalando le minacce che quotidianamente subiscono le minoranze indù e cristiane, l’occupazione abusiva di terreni e immobili, e il fenomeno delle “spose rubate”, ragazze cristiane e indù che vengono rapite e convertite con la forza all’islam. Uno di tali episodi, secondo fonti locali di Fides, è alla base della ritorsione e del brutale omicidio dei medici indù. Di fronte a tali atti, “disumani, immorali e illegali”, i leader hanno ribadito che le minoranze “credono nella pace, nell’armonia e nella prosperità del Pakistan”. (PA) (Agenzia Fides 10/11/2011)

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