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Genocidio in Pakistan: In nome della blasfemia

L’ultimo rapporto publicato dalla Commissione Nazionale Giustizia e Pace del Pakistan è un documento ufficiale che racconta il “genocidio” dei cittadini pakistani in nome della blasfemia. Lo stato per costituzione garantisce la sicurezza e pieni diritti ma la cosidetta legge della blasfemia è diventato strumento del genocidio nelle mani dei fondamentalisti e dove lo stato non apportando le utili modifiche per la sicurezza dei propri cittadini ne diventa complice.

Ecco il racconto dell’Agenzia Fides dove la Chiesa locale del Pakistan chiede l’intervento dell’Onu:

Lahore (Agenzia Fides) – La Commissione “Giustizia e Pace” dei Vescovi pakistani invita l’Osservatore Speciale dell’Onu sulla Tolleranza religiosa a visitare il Pakistan, per constatare “abusi e violenze sulle minoranze religiose” e chiede al governo pakistano di abolire la cosiddetta “legge sulla blasfemia”. Lo afferma il nuovo Rapporto della Commissione, titolato “Human Rights Monitor 2011”, pervenuto all’Agenzia Fides, che traccia un quadro allarmante sulla condizione delle minoranze religiose, e dei cristiani, nel Pakistan odierno.
“L’anno 2010-2011 è stato un ‘anno nero’ per le minoranze: basti ricordare l’omicidio di Shahbaz Bhatti. Ma c’è una maggiore attenzione della comunità internazionale e dei mass media su tali problemi. Questo ci infonde speranza, ma impone anche una continua verifica delle notizie e una indagine sui casi: opera che la Commissione compie costantemente e con il massimo scrupolo”, dice all’Agenzia Fides, commentando il Rapporto, Peter Jacob, Segretario Esecutivo della Commissione Giustizia e Pace, organo della Conferenza Episcopale del Pakistan.
Secondo i dati contenuti nell’ampio Rapporto (145 pagine) inviato all’Agenzia Fides, le minoranze religiose in Pakistan sono vittime di intolleranze religiosa e discriminazioni sociali. Subiscono attacchi a chiese e istituzioni; propaganda religiosa avversa, che fomenta l’odio; patenti violazioni della libertà religiosa; conversioni forzate, espropri forzati di terreni e proprietà. Tutto ciò accade perchè in Pakistan – denuncia il Documento – “sono in vigore leggi che violano i diritti delle minoranze come quella sulla blasfemia” e perchè avvengono spesso “abusi di potere delle forze di polizia e di potenti uomini politici”.
Toccando il “tasto dolente” della legge sulla blasfemia, il Rapporto cita almeno 40 cittadini incriminati per blasfemia, fra i quali 15 cristiani, 10 musulmani, 7 indù e 6 ahmadi. Fra il 1986 (anno in cui è entrata in vigore la legge) e il 2011, le persone accusate di blasfemia e assassinate in omicidi extragiudiziali sono state 37, fra cui 18 cristiani e 16 musulmani. Nello stesso periodo sono 1081 gli incriminati per blasfemia: fra loro 138 cristiani, 468 musulmani, 454 ahmadi, 21 indù.
Il Rapporto dedica, inoltre una sezione ai “crimini contro le donne”, denunciando l’assenza di politiche per la loro promozione sociale. In particolare le donne appartenenti alle minoranze religiose sono considerate “oggetti” e sono vittime di omicidi, violenze, stupri, rapimenti, conversioni e matrimoni forzati: il Rapporto racconta nel dettaglio almeno 15 casi esemplificativi.
Fra le raccomandazioni, “Giustizia e Pace” chiede al governo “urgenti cambiamenti nelle leggi e nelle politiche pubbliche” per eliminare le leggi discriminatorie verso le minoranze e “assicurare i diritti civili, sociali, economici, culturali e religiosi”, garantendo “una cornice di pieno rispetto dei diritti umani fondamentali”. Per questo occorre “abrogare la legge sulla blasfemia e risarcire le vittime”. Inoltre si domanda l’istituzione di due Commissioni permanenti, una per i Diritti Umani e una per le Minoranze religiose, con poteri di Tribunale, e con il compito di monitorare la situazione. A tal fine, la Commissione invita anche l’Osservatore Speciale Onu sulla Tolleranza religiosa a visitare il Pakistan. Una nota riguarda anche “la necessaria modifica del sistema educativo in Pakistan”, che influenza negativamente le giovani generazioni e tende ad assimilare le minoranze religiose. (PA) (Agenzia Fides 15/9/2011)

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