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Pakistan: Il Ramadan è un mese di preghiera e digiuno ma a Karachi continuano gli attacchi


In Pakistan oggi è il primo giorno del Ramadan e tutti sono chiamati a digiunare e pregare come obbligo religioso. Digiunare è uno dei cinque pilastri dell’Islam e serve per purificarsi.
Il Governo Pakistano ha approvato un sussidio per l’ “Utility Stores” affinché tutti possano vivere la preghiera con serenità, avendo accesso al necessario con prezzi ragionevoli.
Tuttavia, in questo momento che dovrebbe essere un periodo di pace e di riflessione, alcuni avvenimenti stanno destando scalpore in Pakistan.
Il primo, riguarda la Zakat. La “Zakat” è un’imposta religiosa che tutti i musulmani sono chiamati a pagare per aiutare i poveri e per sostenere le iniziative del proseletismo. La somma in denaro prevista dalla Zakat è pari al 2.5% del guadagno annuo. Il governo Pakistano ha deciso di detrarre tale somma direttamente dai conti bancari dei cittadini che avevano depositato in banca i propri risparmi. Così, nella giornata di ieri, sono stati ritirati dalle banche più di 4 billioni di ruppie. Due sono le ragioni di questa decisione che alcuni osservatori hanno proposto: la prima é che i cittadini vorrebbero dare personalmente la Zakat ai poveri, o anche che non si fidano delle banche per l’amministrazione dei fondi.
Non c’è solo aria di preghiera, in Pakistan. Ieri notte, la prima del Ramadan, che per i musulmani è la notte di preghiera e preparazione per digiunare, a Karachi alcuni elementi terroristici hanno attaccato nel quartiere di Ahsan Abad, davanti una fabbrica, uccidendo 31 persone, bruciato 150 moto parcheggiate e dato fuoco ai negozi. Questa è la prova che i terroristi non hanno nessuna religione e se fossero veramente musulmani avrebbero dovuto rispettare la preghiera. Il Presidente della Muthida Qomi Movement (MQM), Altaf Hussain, ha scritto una lettera allarmante al Presidente della Repubblica ed al Primo Ministro in cui dichiara che “se il governo non riuscirà a controllare il terrorismo a Karachi entro 48 ore, i cittadini saranno liberi di difendersi”. Dopo quest’allarme il Presidente della Repubblica ed il Primo Ministro hanno inviato il Ministro dell’ Interno Rehman Malik a Karachi per un maggior controllo della situazione.

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