Generale Raheel Sharif a Capo della “International Islamic Army” in Arabia Saudita

Secondo le fonti locali il Generale Raheel Sharif, già capo della forze armate del Pakistan, ha avuto l’ok del Governo di Nawaz Sharif  per avere il ruolo guida della “International Islamic Army” con l’ufficio in Arabia Saudita. La nuova unità militare internazionale è composta dalla Monarchia Saudita e come primo punto nell’agenda è la difesa delle due città sacre. Essa lavorerà anche per la salvaguardia della stessa nazione governata dalla Monarchia dei principi Sauditi.

Il Generale Sharif ha avuto la stima internazionale per il suo impegno sul territorio nazionale a difesa dei propri conazionali nella guerra contro il terrorismo e in particolare quando ha gestito l’operazione Zarb-e-Azab contro la costellazione terroristica nelle zone remote del Pakistan e nei territori confinanti.

Alleanza Internazionale delle Forze Armate dei Paesi Islamici sembra più un’alleanza a favore dei paesi di maggioranza sunnita guidata dalla politica Wahabita per la difesa del gruppo maggioritario islamico. I paesi islamici come Iran e la Siria non fanno parte di questa alleanza. Proprio questa divisione o mancata presenza dei paesi sciiti pone una domanda al Governo Pakistano sui propri rapporti con il vicino come Iran che probabilmente sarà il secondo paese con la technologia nuclear dopo lo stesso Pakistan che è il primo paese islamico con la bomba atomica.

Legge della blasfemia in Pakistan e il cambiamento costituzionale

Dopo le ultime vicende della scomparsa e ritrovamento di un professore e blogger da Islamabad è rinata la discussione  a livello nazionale tra gli intellettuali laici e religiosi nonche anche al Senato Pakistano è accessa la discussione per il cambiamento nei articoli 295 B e C del Codice Penale Pakistano conosciuti come legge della blasfemia.

Gli stessi Ulema si rendono conto che abuso di questa legge ha non solo fatto migliaia di vittime tra i cittadini pakistani di tutte le fedi ma ha presentato un volto ultra-islamista del Pakistan che non è il caso. Secondo la Costituzione Nazionale tutti i cittadini del Pakistan possono andare ai propri tempi e ciò effettivamente succede. L’unica cosa che la renderebbe libertà religiosa, per cui manca, è che tranne i musulmani alle minoranze religiose è vietato di difondere la propria religione. Non c’è la libertà di convertirsi dall’Islam ad un’altra religione.

Il Commitato per i Diritti Umani del Senato ha suggerito di rendere più difficile la registrazione della denuncia di blasfemia e ha chiesto di aumentare il numero dei ufficiali della polizia per la registrazione e la verifica dell’accusa proprio per vietarne abuso. In alcuni casi è stata inevitabile la registrazione della denuncia perchè migliaia in folla incitata ed agguerita hanno proprio attaccato le caserme delle polizie che nei contesti delle periferie e dei villaggi hanno il personale ridotto con le armi vecchie. Questa situazione impauriva i poliziotti che erano costretti a registrare la denuncia che una volta effettuata porta all’arresto dell’accusato e al primo grado del tribunale tali accuse false, perchè senza prove, hanno portato la condanna a morte a molte persone di tutte le fedi. Ultimo esempio è Asia Bibi che ancora è in attesa della prima udienza d’appello presso il Tribunale Supremo del Pakistan. Ma ancora non è stata istituita una giuria per il caso che a sua volta dovrà dare una data per l’udienza del appello.

Nel caso di Asia Bibi il caso è stato registrato dall’Imam locale di Ittanwali  perchè fu contattato da due colleghe di Asia che raccoglievano frutta nel campo. Per un periodo l’Imam era anche disponibile a ritirare la denuncia ma i gruppi religiosi che sono anche presenti nel Parlamento e sul territorio nazionale con le proprie Madrassah hanno fatto molta pressione per evitare che cio accadesse.

 

ACS-Italia presenta in Conferenza Stampa la XIII Edizione del «Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo»

Martedì 15 novembre 2016 alle ore 11.00 la Fondazione pontificia ACS-Italia presenta la XIII Edizione del «Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo». La Conferenza Stampa di presentazione si tiene a Roma, presso la Sala della Stampa Estera (via dell’Umiltà 83c).

Il «Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo» descrive il grado di libertà religiosa di cui ogni gruppo religioso gode e ha goduto in ogni Paese del mondo, dal giugno 2014 al giugno 2016. Vengono di conseguenza portate alla luce discriminazioni e persecuzioni di cui le diverse comunità (non solo cristiane) sono vittime. Anno dopo anno il «Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo» di ACS si è imposto all’attenzione di uomini di Chiesa, diplomatici, politici e giornalisti, e viene citato nell’ambito delle attività della Santa Sede, delle Commissioni parlamentari nazionali e dell’Unione Europea. È redatto da studiosi coordinati da una Commissione internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre, grazie anche ad informazioni provenienti da fonti locali, costantemente in contatto con la Fondazione pontificia.

La Conferenza Stampa, preceduta da un welcome-coffee (ore 10.30), è moderata da Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire. Alle ore 11.00 il Presidente di ACS-Italia, Alfredo Mantovano, apre i lavori con il saluto iniziale. Segue l’introduzione del Direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro, e la descrizione di metodologia e fonti da parte di Marta Petrosillo, Componente del Comitato editoriale del Rapporto 2016.

Seguono gli interventi del Cardinale Mauro Piacenza, Presidente internazionale di ACS, e del Professor Giuliano Amato, Giudice della Corte Costituzionale. Testimone proveniente da un Paese-simbolo delle violazioni della libertà religiosa, la Siria, è Monsignor Jacques Behnan Hindo, Arcivescovo siro-cattolico di Hassaké-Nisibi.

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“Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2015 ha raccolto oltre 124 milioni di euro nei 22 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato 6.209 progetti in 146 nazioni. 

Asia Bibi: Nuova udienza presso la Corte Suprema del Pakistan il 13 Ottobre 2016

Asia bibi, vittima del abuso della legge della blasfemia in Pakistan, sarà ricevuta per udienza dalla Corte Suprema del Pakistan in Islamabad, il 13 di Ottobre 2016, dal Giudice Muhammad Manzoor Malik insieme ai giudici Mian Muhammad Saqib Nisar e Muhammad Iqbal Hameed Ur Rehman. Il caso di Asia Bibi per appello è 35/L/2015 e il colleggio degli avvocati guidati dal Avvocato, musulmano, Saif Ul Malook e Avvocato Tahir Khalil Sandhu, cattolico e ministro regionale del Punjab per le minoranze e diritti umani, sarà presente per la sua difesa presso il tribunale più alto della nazione.

Gli avvocati sono preoccupati per la sicurezza di Asia Bibi, quella propria e dei propri familiari in quanto seguire e difendere il caso di Asia Bibi li espone come blasfemi. Gli avvocati hanno già ricevuto le minacce ma nonostante eventuali pericoli sono decisi a presentarsi alla difesa di Asia Bibi per provare la sua innocenza e inconsistenza giuridica dell’accusa.

Nella presente situazione in Pakistan le minoranze religiose non sono tutelate in quanto manca la rappresentanza federale con un ministero apposito. Dopo l’omicidio del Ministro Federale Shahbaz Clement Bhatti il ministero federale fu devoluto alle regioni secondo l’ammendamento N.18 della Costituzione pakistana fatta da allora nel Governo della Pakistan People’s Party.

L’esecuzione a condanna a morte di Mumtaz Qadri, guardia del corpo del Governatore Salman Taseer diventato suo omicida, ha infuocato gli elementi estremisti sul territorio nazionale. Questo sentimento religioso ha permesso i gruppi fondamentalisti di manipolare il popolo dimostrando come il Governo ha consentito omicidio di un eroe del Islam, Mumtaz Qadri, che aveva ucciso un blasfemo in quanto aveva criticato la legge della blasfemia (articoli 295b e 295c del codice penale pakistano).

 

La preghiera dei musulmani nelle chiese cattoliche in Italia è positivo ma “insignificante” per i cristiani perseguitati nelle proprie terre

Associazione dei Pakistani Cristiani in Italia vede positivamente il gesto dei musulmani in Italia che hanno pregato nelle chiese cattoliche sul territorio nazionale per un gesto di solidarietà, pace e vicinanza dopo il martirio del parroco a Rouen.

Tale gesto della communità islamica in Italia è sicuramente positivo ma è altretanto insignificante in quanto gli stessi musulmani che parlano del dialogo e integrazione a casa propria negano ogni diritto ai propri co-nazionali di fede cristiana.

Il significato politico del gesto deve essere preso con dovuta prudenza specialmente quando nelle chiese cattoliche viene recitato il Corano perchè per loro è la conquista dell’Islam sui cristiani e l’occidente. Sarebbe più opportuno se si potesse andare nelle moschee e recitare i testi del vangelo.

L’assemblea dei fedeli cristiani è già disponibile in Italia, in buona fede, ad accettare il gesto di solidarietà dei capi religiosi islamici ma non è altretanto il caso con i fedeli islamici nelle moschee.

Minorities funds given to Madrassah Darul Uloom Haqqania gets Rs300m in KP budget

ISLAMABAD: The Khyber Pakhtunkhwa government has made a drastic cut in the funds for minorities, allocating a whopping Rs300 million for the Darul Uloom Haqqania.

In the last year’s budgetary allocation made for the Department of Auqaf and Minority Affairs, 52.70% was earmarked for the welfare of minorities in the Annual Development Programme in contrast with 23.49% this year, an examination of the budget documents and discussion with relevant officials reveal.

While a disproportionate increase has been registered in funds for Auqaf and a major chunk went to the Darul Uloom Haqqania, the funds reserved for textbooks and fees for deserving students in Christian institutions like convent schools have been reduced. The cuts in allocations for medical grants and dowry fund for minority members are separate from this.

This reduction has occurred in the absence of any minister holding the portfolio of minority affairs. Suran Singh, murdered in April 2016, was the last in-charge of this ministry.

Provincial Information Minister Mushtaq Ghani told The News that funds were allotted on the request of Darul Uloom Haqqania that wrote a letter to Chief Minister Pervez Khattak. Minister for Auqaf Habibur Rehman confirmed receipt of the letter to the CM and defended this unprecedented allocation from the taxpayers’ money to a private organisation, saying the Darul Uloom Haqqania had produced many scholars of note, thus it deserved such assistance.

Secretary General Wifaqul Madaris Al-Arabia, Qari Hanif Jalandhari, wondered as to how this happened as no fund had ever been released to seminaries in the recent past. Mushtaq Ghani, however, insisted this had been a practice during the MMA government, only resumed by the PTI administration.

Rs222 million were allocated in the Annual Development Programme in the last financial year (2015-16) for the KP Department of Auqaf and Minority Affairs. Of that, Rs117 million (52.70%) were for the welfare of minority community.

The overall allocation for the department this year (2016-17) is Rs366 million and minorities got only Rs86 million (23.49%) of it. As many as Rs150 million will be released to the Darul Uloom Haqqania in 2016-17 and as much amount in the next financial year. The purpose has been described as construction and rehabilitation of Darul Uloom Haqqania.

Questions are being raised as to how a private organisation like the Darul Uloom Haqqania could be allocated an amount from the taxpayers’ money. No seminary has been given any grant by the federal government since 2002, according to former secretary of religious affairs, Vakil Khan, who was also involved in seminary reforms. Before that, a fund was set up for seminaries during the Zia era and that was from Zakat, not tax revenue, he said.

Qari Hanif Jalandhary explained that many seminaries had even refused to accept the funds being offered during the Zia era. The News asked KP’s Auqaf Mminister, Habibur Rehman, whether there was a practice of funding seminaries during the MMA’s provincial government, he said he was not aware of it. The minister who hails from Buner has one model seminary set up in Buner.

Justifying the allocation for Haqqania, he said it was the alma mater of many distinguished scholars. Key Taliban leaders Mullah Omer, Mullah Mansour and Jalaluddin Haqqani graduated from Darul Uloom Haqqania and so did Asim Umar, the head of al-Qaeda’s South Asia chapter.

As for Benazir Bhutto’s killing, the FIA told a trial court on February 26, 2015, that three students of this seminary were involved in her killing. Darul Uloom’s director education Wisal Ahmed, though confirmed before the court they had been students, denied the seminary’s role in this murder.

It should be noted that earlier Maulana Samiul Haq had vehemently denied any role of Darul Uloom Haqqania in widespread killings by the Taliban. He said that if any person belonging to any institution, government or private, indulges in any crime, the institution he belonged to cannot be blamed for the crime.

Vedi il link: https://www.geo.tv/latest/108180-Darul-Uloom-Haqqania-gets-Rs300m-in-KP-budget

Kamran Michel: Nuovo Ministro per i diritti umani in Pakistan

Kamran Michel è il nuovo Ministro Federale del Ministero Federale per i Diritti Umani. Il Governo della Lega Musulmana (N) con il consenso del Premier Nawaz Sharif di recente ha nominato l’unico cristiano del Gabinetto Federale come capo del Ministero Federale per i Diritti Umani che fin’ora era solo un dipartimento.

Il Ministro cristiano sarebbe maggiormente sensibile ai problemi delle minoranze religiose e la violazione dei loro diritti. Tale decisione del Governo Federale da una parte è molto positivo in quanto ampia questione dei diritti umani in parte riguarderebbe anche le minoranze religiose ma non avendo un portafoglio svolgerà piuttosto il ruolo da osservatore senza alcun risvolto concreto per la protezione e lo sviluppo delle minoranze religiose a cui il Governo di Islamabad sembra poco sensibile.

Kamran Michel, eletto Senatore grazie alla quota speciale per le minoranze religiose voluta dal precedente Governo della Pakistan People’s Party sulla richiesta del Ministro Federale per le Minoranze Religiose Shahbaz Bhatti, divenne Ministro Federale per la Navigazione nel Governo di Nawaz Sharif. La presenza di un cristiano nel Gabinetto Federale con la delega per Navigazione sollevò molta invidia da parte di alcuni componenti poco tolleranti verso le minoranze religiose ma il carattere amichevole di Kamran subito calmò tali tendenze. Forse la stessa capacità politica li sarà d’aiuto anche per affrontare la difficile questione dei diritti umani e le minoranze religiose.

Intanto il Governo insieme al nuovo Ministero ha fornito Kamran anche con una macchina antiproiettile, che fin’ora non era stata messa a disposizione,  e ciò spiega come sarà difficile e insicuro tale compito!

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